venerdì 18 dicembre 2009

Bocconiani...

…hanno messo una bomba in uno dei tunnel dell’Università Bocconi…per fortuna la bomba non è esplosa, per fortuna il timer era puntato alle tre del mattino…quando per ovvi motivi l’università è chiusa…ora discutere e scrivere ancora su questo gesto mi sembra alquanto inopportuno…gente più saggia, esperta, importante di me ha già espresso giudizi ed opinioni, anche più intelligenti di quelle che potrei esprimere io…quello che mi ha però lasciato basito è l’ennesima dimostrazione di quanto in Italia i luoghi comuni la fanno da padrone…o almeno di quanto in Italia la generalizzazione sia un’abitudine più che consolidata…i terroni sono tutti sporchi…a napoli c’è sempre il sole…a milano c’è sempre la nebbia…la gente del nord è tutta inospitale…gli stranieri sono tutti delinquenti…i bocconiani sono tutti figli di papà…rispetto a quest’ultima affermazione vorrei dire qualcosa…magari poco intelligente, ma di certo molto reale…io sono un alumno (stavolta il termine è apposta nel suo senso latino del termine) della Bocconi…mia madre è impiegata in una asl con il livello di portantina…ora non so dove vivete voi, ma le portantine degli ospedali, dalle mie parti, non vivono nell’agio più totale (per non usarel’espressione positiva del termine che mi avrebbe richiesto l’utilizzo di termini scurrili e volgari)…come la maggior parte dei figli di operai, impiegati, gente comune…ho deciso che forse avrei potuto fare qualcosa di più…mia madre ha deciso che forse io meritavo un grado di istruzione migliore di quello che aveva lei…quindi il 3 settembre 1996, mi sono recato a Milano…da solo…sono arrivato alle 12.30 in via Sarfatti…da solo mi sono messo ad aspettare che aprissero le porte per iniziare il test di ingresso in Bocconi…quella giornata non la potrò mai dimenticare…mi sono ritrovato in quell’aula con le mani che sudavano…con la paura di non superare quel test…anche grazie a quel coglione di comasco dimmerda (lui non tutti i comaschi) e suo padre (geniali tutti quelli che hanno fatto il test accompagnati dai genitori) che mentre aspettavo mi avevano fatto notare che esistevano dei libri (esercitestsalamadonna) che servivano per prepararsi all’esame di ammissione…peccato che al sud, o meglio, nel mio sud si cazzo di libri non esistevano…quindi il vostro eroe si è preparato utilizzando un libercolo (60-80 pagine mi sembra) fornito all’atto dell’iscrizione al test…che riportava uno/due esempi di domande per ogni argomento trattato...le bestemmie che ho tirato dietro a quel ragazzo di Como me le ricordo ancora…ma dicevamo…mi sono trovato in quell’aula…con una batteria di test infinita da risolvere…l’esame durava 3 ore e 45 minuti…durante i quali non era permesso fare nulla se non scrivere sui fogli e respirare…alla fine mi sembrava di vedere la madonna ai piedi della croce che teneva un piccolo fagottino…che poi ero io…insomma un leggero stress per uno di 18 anni e 6 mesi…ovviamente sono uscito mestamente convinto di non aver passato il test...anche perché lo superavano tipo il 60% dei partecipanti…forse per un’inversione di test…per un errore del sistema elettronico che li correggeva, forse perché la luna stava incrociando saturno che a sua volta incrociava venere e pluto…insomma per motivi a me sconosciuti…quel test l’ho superato (il ragazzo comasco non l’ho più rivisto…magari ha scelto di andare alla Cattolica di Piacenza)…il 13 settembre 1996, sempre da solo, mi sono iscritto in Bocconi…le mie ex, quasi tutte, mi hanno sempre rinfacciato il fatto di aver frequentato la Bocconi…una scuola di ricchi dicevano (due oltretutto erano iscritte anch’esse in Bocconi…cosa che la dice lunga sul loro livello di intelligenza, però erano fighe…quindi…come la maggior parte delle ragazze fighe…)…e così ero costretto ogni volta a ripetere quello che sto per scrivere ora…la Bocconi non è una scuola di ricchi, di figli di papà…non lo è…certo ci sono anche quelli…ma quelli della 14 fascia (1 poveri, 14 ricchi) erano, almeno ai miei tempi, di molto inferiori, come numero (a volte anche come intelligenza) a noi che eravamo nelle prime fasce (io ero in terza, visto che in due con lo stipendio di mia madre eravamo ricchi, ma queste sono altre storie)…la maggior parte dei ragazzi che ho conosciuto erano nelle mie stesse condizioni…si campava con la borsa di studio, con le attività 150 ore (10 milalire all’ora per un massimo di 150 ore in un anno)…insomma non si viveva nella merda, ma neanche nello sfarzo…invece di andare a mangiare nei bar si mangiava in mensa (pranzo e cena) oppure si cucinava sui fornelli elettrici nelle stanze del pensionato e si mangiava sulla porta del cesso, che veniva utilizzata come desco per 8-12 persone…non eravamo…non siamo tutti figli di papà…la maggior parte era ed è gente normale…che si è fatta (non so se ancora si fa) il culo per superare gli esami, mantenere la media e di conseguenza la borsa di studio…sentirimi dire ogni volta: “hai fatto la Bocconi, quindi sei uno ricco”…mi ha sempre fatto incazzare come una iena…ad ognuna delle persone che pensano/dicono questa frase farei volentieri passare un mese come l’ho passato io in quegli anni…studiando e lavorando…facendomi il culo insomma…così tanto per farsi un’idea…come ho sempre detto, anche ai miei amici, c’erano due Bocconi…una era composta da quelli che mangiavano in mensa, campavano con la borsa di studio, la domenica al massimo andavano da Gino McDonald…l’altra era composta da quelli che passavano il loro tempo al bar a giocare a briscola, ogni tanto andavano a lezione, che si potevano permettere anche di n on superare tutti gli esami…ecco la maggior parte dei bocconiani rientrano nella prima categoria…sono quelli che oggi lavorano all’estero, sono quelli che oggi si fanno il culo per n ore in primarie società nazionali e internazionali…sono gente che fatica…non sono figli di papà…certo viviamo meglio di come vivevamo quando eravamo all’università…però abbiamo lottato per ottenere questo posto…nessuno ce lo ha regalato…nessuno ce lo tiene assicurato…e di certo se un giorno dovessimo rimanere con il culo per terra non ci sarà nessun papà ricco a rialzarci…ci rialzeremo come abbiamo sempre fatto…come fanno la maggior parte dei figli di operai, impiegati, gente normale…ah si, ovviamente non posso negare che anche noi ci siamo divertiti durante l’università…soprattutto a mangiare e bere insieme…più bere che mangiare…però non è che mi ricordi con esattezza tutto…ah si, visto che molti amici me lo dicono (ma questo mi fa meno male)…gli alumni della Bocconi non sono tutti ricchi sfondati, non hanno tutti la barca ormeggiata a saint tropez, non hanno tutti tre case di proprietà…io al momento sto, con grande tristezza di due amici in particolare, fra quelli che non hanno…

4 commenti:

mooka ha detto...

giusto, tutto consivisibile, però il 90% di quelli che escono dalla bocconi diventano delle spocchiose teste di cazzo... sai che non parlo per sentito dire...

Nessuno ha detto...

si molti sono spocchiosi...ma sono sempre quelli della bocconi ricca...che spesso finiscono nei posti dove li incontri tu...quelli li puoi tranquillamente mandare affanculo...gli dici: "tu conosci grillo?" se ti dicono di no allora di: "vaffanculo!"

mooka ha detto...

occhio a quello che dici che poi sembra che frequento gli stessi posti che frequentano i bocconiani ricchi, che poi è quasi vero, ma è una costrizione... sono pagato per frequentarli.

p.s. a volte anche quelli non ricchi diventano delle spocchiose teste di cazzo solo per il fatto di essere usciti da li...

Nessuno ha detto...

allora quelli sono semplicemente dei coglioni, che si sono dimenticati da dove vengono...

...so dove li frequenti i bocconiani ricchi spocchiosi...fatti pagare di più.